Ascoltare le esigenze delle persone per trasformarle in iniziative concrete.
È da questo principio che nasce il Summer Camp di San Benedetto, un progetto dedicato ai figli dei collaboratori dello stabilimento di Scorzè.
- CASA & FAMIGLIA
- SOSTENIBILITÀ
Semplificare la gestione della vita familiare significa creare le condizioni perché le persone possano vivere con maggiore serenità il lavoro e la quotidianità.
Da questa consapevolezza, e dall'ascolto delle esigenze dei collaboratori, è nato il Summer Camp di San Benedetto, l'iniziativa dedicata ai figli dei dipendenti.
Il progetto è stato realizzato per la prima volta nell'estate appena trascorsa come iniziativa pilota dedicata alla genitorialità all'interno di un più ampio percorso di implementazione del welfare.
Le basi per la realizzazione del Camp sono state gettate due anni fa, attraverso un sondaggio interno e successivi momenti di confronto con i collaboratori, con l'obiettivo di comprendere i bisogni reali delle famiglie e individuare soluzioni concrete per migliorarne la qualità di vita. L'ampia partecipazione alla Giornata della Famiglia, poi, è stata un’ulteriore conferma che ha contribuito a consolidare questo orientamento generale.
Da qui è nata l'idea del Summer Camp, pensato per offrire un supporto concreto durante le settimane estive.
Complessivamente, l'iniziativa ha riscontrato grande adesione per le sette settimane di attività, suddivise tra il Centro Estivo Parrocchiale per la fascia prescolare, i laboratori di Rio Lab a Rio San Martino per le scuole primarie e secondarie di primo grado, realizzati in collaborazione con Studio Come Te e la cooperativa Agorà, e a fine agosto l'English Summer Camp organizzato insieme a Educo.
Le famiglie hanno apprezzato non solo la qualità delle proposte educative, ma anche l'attenzione agli aspetti organizzativi, per i quali San Benedetto ha dato il proprio contributo: dalla valorizzazione di alcuni spazi aziendali alla fornitura di materiali a supporto delle attività per i bambini.
Rientra nei benefit derivanti da questo programma welfare la riduzione del 50% della quota di iscrizione con posti riservati. Un sostegno particolarmente significativo in un periodo in cui i costi dei centri estivi incidono sempre di più sui bilanci familiari. A questo si aggiunge la vicinanza delle attività al luogo di lavoro, che ha consentito ai genitori di semplificare gli spostamenti quotidiani, riducendo il numero di viaggi e di richieste di permessi per accudire i figli.
Entrare in un ambito delicato come quello della cura dei figli ha richiesto attenzione, ascolto e la capacità di costruire fiducia. Allo stesso tempo, è stato fondamentale il dialogo con le realtà del territorio già attive nei servizi estivi con le quali il confronto ha permesso di creare una collaborazione fondata sulla condivisione di competenze ed esperienze, con un obiettivo comune: offrire attività di qualità ai bambini.
Questo primo anno ha dimostrato che un progetto di questo tipo è necessario e può diventare nel tempo un elemento distintivo di un welfare sempre più vicino alle persone, coinvolgendo enti e istituzioni del territorio.
A guidare anche la prossima edizione sarà la consapevolezza che ascoltare le persone significa prendersi cura di ciò che per loro conta davvero, trasformando i loro bisogni in risposte concrete.